BAMBINI SENZA ONDE? MORTI INVISIBILI
Storia di lotta all’inquinamento elettromagnetico di Radio Vaticana
Come una bomba atomica. Due sessioni di giudizio in primo grado nel Tribunale di Roma. Due in Corte d’Appello sempre nella Capitale e ben tre volte dinnanzi la Corte Suprema di Cassazione. L’ultimo verdetto con sentenza n°23262 è datato 24 Febbraio 2011, l’ultima tappa di un’estenuante iter processuale durato dieci anni che ha visto Radio Vaticana protagonista di un’inedita condanna per ‘molestie permanenti e invasive’, ovvero ‘getto pericoloso di cose’ (articolo 674 Codice Penale): per la prima volta nella storia giudiziaria italiana, l’onda elettromagnetica è stata equiparata ad un’arma, un corpo contundente teso ad offendere la salute di un essere umano, accertate le accuse di inquinamento elettromagnetico per sforamento dei limiti consentiti dallo Stato italiano, suffragate dall’insopportabile conta di centinaia di casi anomali di morti per linfomi, leucemia e tumore, avanzata dall’Asl e da associazioni ambientaliste, Codacons e una schiera di cittadini della zona investita dalle onde anomale di un impianto di trasmissione radiofonica costruito su circa 430 ettari (33 antenne alte quasi 100 metri che per anni hanno trasmesso in tutto il mondo il messaggio della Santa Sede con un’irradiazione a 360 gradi, utilizzando una potenza di trasmissione nell’ordine di centinaia di migliaia di watt, registrate persino nella misura di 25 V/m).
Giornalista d’inchiesta, scrittore d’assalto, conferenziere, opinionista radiotelevisivo, collabora con diverse riviste e giornali, tra cui Avvenire e Il Fatto Quotidiano. È una delle voci più rappresentative dell’informazione italiana senza censura in tema di digitale e tecnologie. Relatore anche in sedi istituzionali italiane ed estere, ha preso parte a numerose manifestazioni pubbliche per denunciare i pericoli della transizione digitale. E' ideatore e direttore di Disconnessi.
