EPSTEIN, ORRORE E SILICON VALLEY
Gates, Thiel, Musk, Zuckerberg, tutti nello scandalo. Perché?
Molto probabilmente lo scandalo più orripilante della storia d’Occidente. Infiltrazioni e lobby, i tentacoli di una piovra oscura e mefistelica coi nomi dei grandi potenti invischiati a vario titolo. Politici, alta finanza, banchieri e famiglia reale. Tanti soldi, potere e lusso sfarzoso. Poi schifosi festini con migliaia di indifesi corpi di bambine e giovani ragazze. Stupri e abusi dagli 11 anni in su, rapimenti e delitti silenziati: la trappola del miele per pervertiti pedofili come arma di ricatto internazionale. Poi l’ombra dell’intelligence di Israele e America, Mossad e CIA sui poteri forti della Silicon Valley. Ci sono (quasi) tutti, pure cabina di regia, mandanti, esecutori. Infine l’agghiacciante accusa di cannibalismo e antropofagia, il sospetto di un tetro ritualismo di sangue, roba da occulte sette medievali sotto copertura d’impunità. Processi, derubricazioni, depistaggi, suicidi e morti. E il peso di oltre tre milioni e mezzo di documenti rilasciati, altrettanti ancora secretati tra omissis, campi cancellati e una montagna di email, foto, video e registrazioni raccapriccianti.
Un pozzo senza fine, tenebroso. Si tratta del materiale agli atti dell’Epstein Files Transparency Act. Dopo anni di inchieste e archivi, solo in questi giorni il mondo ne sta venendo a conoscenza. Siamo all’inizio, chissà dove porterà. Dai presidenti Donald Trump, George Bush e Bill Clinton, al principe Andrea ex duca di York terzogenito dei Reali d’Inghilterra, passando per Bill Gates, Elon Musk, Peter Thiel e Reid Hoffman, fino alla Rothschild Holding, Bank of America, JPMorgan e Deutsche Bank.
Giornalista d’inchiesta, scrittore d’assalto, conferenziere, opinionista radiotelevisivo. È una delle voci più rappresentative dell’informazione italiana senza censura in tema di digitale e tecnologie. Relatore anche in sedi istituzionali italiane ed estere, ha preso parte a numerose manifestazioni pubbliche per denunciare i pericoli della transizione digitale. E' ideatore e direttore di Disconnessi.

