DAVOS AL COLLO DI BOTTIGLIA
Forum Economico Mondiale, paure digitali
Stanno al collo della bottiglia. Bolla finanziaria, disoccupazione tecnologica, criticità nell’infrastruttura ed effetti collaterali. Intrecciata nella crisi del capitalismo, l’edizione 2026 del Forum Economico Mondiale s’è chiusainfilando nella strettoia la transizione digitale, clamorosamente snobbata la narrazione sui cambiamenti climatici.Come se il Pianeta non dovesse più implodere per colpa di clima, CO2 e raggi di Sole, adesso i guru del Nuovo Mondo si interrogano sulla fattibilità del cronoprogramma del futuro che prima non c’era. Ce la faranno? Perché più che lo show di Trump e il falso decollo dell’Air Force One, più che i Ray Ban da bullo di Macron e lo scontro UE-USA-NATO, i nodi su Intelligenza artificiale, sostituzione della forza lavoroe reti di connessione sono stati i veri protagonisti dell’ultimo incontro di Davos. La notizia è questa: gli oligarchi del tecnocapitalismo digitale non sono più sicuri delle loro strategie e i rischi globali nelle reazioni avverse della Quarta Rivoluzione Industriale cominciano a rubare il sonno agli stessi ideatori, dal 1971 per la prima volta assente il fondatore Klaus Schwab, defenestrato.
Giornalista d’inchiesta, scrittore d’assalto, conferenziere, opinionista radiotelevisivo, collabora con diverse riviste e giornali, tra cui Avvenire e Il Fatto Quotidiano. È una delle voci più rappresentative dell’informazione italiana senza censura in tema di digitale e tecnologie. Relatore anche in sedi istituzionali italiane ed estere, ha preso parte a numerose manifestazioni pubbliche per denunciare i pericoli della transizione digitale. E' ideatore e direttore di Disconnessi.
