Editoriale: 2026, prendiamocelo!
Sarà l’anno spartiacque, dentro o fuori
Countdown. Un altro conto alla rovescia è iniziato. Mancano 4 anni al 2030, l’anno della famigerata Agenda dell’ONU sui cambiamenti climatici nell’alter ego tecnocratico. Il 2026 sarà cruciale,spartiacque tra il prima e il dopo. Il cronoprogramma sull’azione globale spinge per un’accelerata sulla transizione digitale, alla faccia del fallito obiettivo degli 1,5° di riscaldamento sui livelli preindustriali, frenate pure le politiche sull’eliminazione dei combustibili fossili. Se però è vero che ogni anno le carte si rimescolano, il nuovo sarà da prendere o lasciare almeno per robotica e Intelligenza artificiale, bolla finanziaria o no, pilastri degli investimenti degli oligarchi Tech e del duello geopolitico tra blocchi NATO e BRICS. Ma sarà pure l’anno delle antenne 5G, pensate per irraggiare il 90% del territorio nazionale coi piani Italia a 1 Giga e Italia 5G, così come si preannuncia l’annus horribilis dei satelliti in orbita bassa con l’arrivo della terza generazione di Starlink e della costellazione italiana IRIDE nello Spazio. Non solo. Nel 2026 riconoscimento biometrico facciale (già attivo negli aeroporti), controllo delle chat di messaggistica e moneta digitale sono in agenda di Commissione europea e Banca Centrale europea, al pari dell’integrazione dell’identità digitale dell’IT-Wallet nell’EUDI-Wallet di Bruxelles. Di tutto, di più. Quindi è chiaro che il futuro che prima non c’era nei prossimi mesi potrebbe mostrarsi ancor più pervadente e pressante di quanto non lo sia stato già dal 2020 in poi con QR Code green su Smartphone, sensori, telecamere nelle città intelligenti e sostituzione dell’istruzione nella Scuola 4.0 dei metaversi e realtà aumentata. Per non parlare poi della strategia del Decennio Digitale dell’UE,entro i prossimi 4 anni vorrebbe on-line il 100% dei servizi pubblici (sanità compresa). Ecco che allora si fa centrale, anzi imprescindibile il ruolo di Disconnessi, primo e unico giornale italiano di informazione libera e indipendente ad occuparsi in maniera privilegiata di questi temi.
Giornalista d’inchiesta, scrittore d’assalto, conferenziere, opinionista radiotelevisivo, collabora con diverse riviste e giornali, tra cui Avvenire e Il Fatto Quotidiano. È una delle voci più rappresentative dell’informazione italiana senza censura in tema di digitale e tecnologie. Relatore anche in sedi istituzionali italiane ed estere, ha preso parte a numerose manifestazioni pubbliche per denunciare i pericoli della transizione digitale. E' ideatore e direttore di Disconnessi.