EDUCARE AL DOMANI
Nell’era dell’economia della promessa
Uno stralcio dell’articolo pubblicato sul numero 3 di Disconnessi De Tech.
Nel novembre 2021 fece scalpore la dichiarazione di Roberto Cingolani, allora ministro della transizione ecologica, oggi amministratore delegato di Leonardo (ex Finmeccanica): “basta studiare quattro volte le guerre puniche, serve più cultura tecnica per preparare i giovani alle professioni del futuro. Lavori che nemmeno oggi esistono”.
Parole che suggerivano una riconversione radicale della scuola: docenti di storia, italiano e matematica trasformati in futurologi; il sapere condiviso ridimensionato in nome di competenze ancora indefinite. L’idea riflette il presupposto nichilista del tecnocapitalismo: il futuro, inteso come non- essere, sarebbe più importante del presente, inteso come essere. Tuttavia, la cultura occidentale insegna l’opposto: il futuro si costruisce attraverso il passato. “Siamo nani sulle spalle dei giganti“, ammoniva Bernardo di Chartres nel XII seecolo. Effettivamente, i media denunciano spesso la mancanza di operai specializzati ma, quando si entra nel merito, si scopre che le figure richieste sono carpentieri, cartongessisti, stuccatori, piastrellisti, verniciatori, ebanisti, restauratori, cucitori, fresatori, saldatori, ecc.
Mestieri antichi, che nulla hanno a che vedere con le professioni “che ancora non esistono“, evocate nel discorso del tecnocrate. Allo stesso tempo, il settore pubblico continua a necessitare di persone colte, capaci di prendersi cura della res pubblica, non di futurologi. Uno Stato dovrebbe continuare ad aver bisogno di persone che rendono operativa la vita democratica in un paese, grazie a solide conoscenze storiche, linguistiche, etiche e morali.
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Dopo la laurea in filosofia, lavora due anni presso la Fondazione Mitteleuropa Stiftung, Centro di Analisi Cognitive e Ontologia di Bolzano. In questi anni pubblica recensioni e report per Angelicum e Gestalt Theory and its application. Nel 2005 si abilita all'insegnamento nelle scuole presso la SSIS di Rovereto e insegna filosofia, psicologia e scienze umane nelle scuole superiori di Bressanone, Bolzano e Lucca. Insegnante di ruolo dal 2009, attualmente è in aspettativa per non aver accettato l'obbligo di scaricare l'EU Digital COVID Certificate per poter lavorare.

