ENERGIA NUCLEARE PER L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE
6,6 gigawatt per Meta entro il 2035, rischio escalation mondiale
L’Intelligenza artificiale è energivora. Ad alimentare data center e supercomputer quantistici non bastano le rinnovabili nella transizione ecologica, ma nemmeno le fonti tradizionali nell’energia da estrazione fossile. Il ricorso alla fusione è stato più volte invocato, nel 2025 dal presidente americano Donald Trump firmato un ordine esecutivo che ne legittima l’uso per “implementare rapidamente tecnologie nucleari avanzate a supporto degli obiettivi di sicurezza nazionale, tra cui l’alimentazione di infrastrutture di calcolo basate sull’intelligenza artificiale e di installazioni per la sicurezza nazionale.” Ora c’è anche l’accordo tra i colossi della Silicon Valley. Mark Zuckerberg (Meta Platforms) ha annunciato l’intesa coi tre maggiori fornitori di nucleare, Vistra, TerraPower e Oklo (Sam Altman di OpenAI ne è socio.) I tre si aggiungono al quarto, Constellation Energy, contratto già firmato nel 2024.
L’obiettivo del fondatore di Facebook è la creazione di una superintelligenza personale, disponendo di 6,6 gigawatt di energia nucleare entro il 2035 per alimentare la leadership americana, in competizione con la Cina, non solo Stargate e DeepSeek. Concorrente è pure Grok di ElonMusk.
