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11 SETTEMBRE 25 ANNI DOPO, DALL’EMERGENZA ALLA TECNOGABBIA
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11 SETTEMBRE 25 ANNI DOPO, DALL’EMERGENZA ALLA TECNOGABBIA

Il nuovo libro di Andrea Larsen

25 anni dopo è ancora emergenza, lo si legge nel libro Cospirazione 11 settembre. Oltre 300 fatti censurati e sconvolgenti su quel tragico giorno scritto da Andrea Larsen. Su gentile concessione della Larsen edizioni, Disconnessi pubblica in esclusiva uno stralcio del testo nel quale si traccia la linea di continuità dal tragico attacco alle Torri Gemelle fino all’odierna identità digitale.

All’alba del terzo millennio la società civile ha cambiato pelle, muta rinnovata come il serpente. Lo straziante tributo di sangue delle vittime e l’acciaio imploso in Ground Zero sono diventate il pegno in nome di un’inedita leva plasmatrice, oggi evoluta nell’accettazione passiva di neo-forme di supervisione, la tecnogabbia tra Intelligenza artificiale, cybersicurezza, identità digitale e sorveglianza biometrica, figli naturali di quel percorso allarmistico tracciato nello smarrimento generale che ha sconvolto il mondo. Alla ricerca di una soluzione universale.

Si, perché se tra il 2001 e il 2026 una linea di continuità va ricavata, senz’altro nel principio di causa-effetto s’annida l’ex ante e l’ex post dove l’emergenza di un passato di morte s’è fatta regola futuribile pel salvifico controllo. Come se la condizione di accoglimento della transizione digitale, il neo-Leviatano l’avesse concepita proprio all’indomani del 9/11. Eravamo diversi, in un paio di decenni e mezzo ci hanno resi diversi, diversificati nell’idea di un futuro che prima non c’era, da accettare punto e basta. Se non altro per l’esplosione delle dot.com e di Internet, figlio dell’ARPANET militare. Apripista dello sdoganamento di un’infrastruttura di Rete spacciata per ineludibile progresso, maschera e volto di un’asfissiante Big Brother orwelliano, distopico. Dopo il crollo nella borsa di Wall Street, parallelo allo strazio delle Torri gemelle, al tramonto dell’11 Settembre proprio le Big Tech si sono infatti risollevate per poi espandersi all’inverosimile. Loro come nessun’altro hanno ereditato il risultato di quel cortocircuito generale, portandolo all’incasso. Schedature di massa, profilazione degli stili di vita, stravolgimento nel bilanciamento dei rapporti tra privacy e sicurezza. Come d’incanto la priorità non è stata più la tutela del singolo individuo. Il primus inter pares non più la persona, il cittadino, ma la ragion di Stato nella strategia del pericolo da fronteggiare, mediata da neo-malthusiani programmi di ingegneria sociale perpetrati dalle nuove tecnologie. Avanguardie elevate al rango di giustizieri, soluzione redentrice contro la degenerazione strutturale nello scontro di civiltà. Riconoscimento facciale negli aeroporti e microchip nei nuovi passaporti sono solo un esempio di come Big Data abbia astutamente cavalcato l’onda della dichiarata emergenza fondamentalista: dall’iniziale divieto di portare liquidi in valigia siamo infatti finiti nella carta d’imbarco digitale su Smartphone.

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