Caso iPhone-bambino, Ivano Zoppi: “rimuovere la pubblicità”. Alberto Pellai: “una provocazione”
Su Disconnessi Podcast la voce della Fondazione Carolina
“Tutto ok, è iPhone”, una pubblicità di Apple per le strade di Milano sta facendo discutere, un bambino in tenera età con in mano un’ìPhone. Il messaggio è chiaro, la preda sono i nativi digitali. Si è espresso con fermezza e preoccupazione l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, chiedendo un intervento delle autorità competenti. In esclusiva su Disconnessi Podcast invece il parere di Ivano Zoppi, segretario generale della Fondazione Carolina, nata in memoria di Carolina Picchio, ragazza di Novara di soli 14 anni vittima di cyberbullismo, morta suicida nel 2013: “Big Tech se ne frega, hanno la quota di mercato, devono conquistare ma i social sono stati disegnati per trattenerti, per tenerti incollato allo schermo. Quella pubblicità va rimossa”. Intervista di Maurizio Martucci, direttore di Disconnessi.
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Arriva poi il parere autorevole di Alberto Pellai, medico e psicoterapeuta in prima linea nella denuncia dei problemi da Smartphone e social in età pediatrica, già intervenuto su Disconnessi. Sulla sua pagina Facebook, Pellai ha ribadito come la pubblicità di Apple sia “una provocazione gigantesca. In realtà, questa immagine mostra in modo perfetto al mondo il lavoro sottile, costante e davvero patogeno con cui le Big Tech hanno cercato di convincere noi genitori, negli ultimi 15 anni, che i nostri figli non possono immaginare di diventare grandi senza avere in mano un device digitale. La narrazione degli ultimi 15 anni – molto sostenuta anche da tanti specialisti di età evolutiva – è che il problema non è lo smartphone, ma come lo si usa. Ora gli esperti di marketing di i-Phone cercano di convincere i genitori che il problema non è più nemmeno legato a come lo si usa, perché è arrivato lo smartphone sicuro che non farà mai danni nella vita di un minore, ovvero lo Smartphone del loro brand. Il messaggio implicito che viene comunicato è che un bambino piccolissimo con in mano uno smartphone é cosa buona e giusta. INVECE NO! É importante ribadirlo. É Importante sottolineare che la Società Italiana di Pediatria ha dato linee guida molto precise in questo senso, invitando tutti i genitori italiani a non consegnare uno Smartphone ad uso personale a nessun figlio prima dei 13 anni. Per questo, il messaggio di questo cartellone pubblicitario non solo racconta una grande bugia, ma contrasta anche con le linee guida di prevenzione proposte dei pediatri. E proprio per questo non dovrebbe essere visibile all’interno della nostra nazione.“

