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GENOVA PRIMA IN EUROPA, 3.200 SENSORI E TELECAMERE PER L’INTERNET DELLE COSE
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GENOVA PRIMA IN EUROPA, 3.200 SENSORI E TELECAMERE PER L’INTERNET DELLE COSE

Progetto Hafnia, di mira il traffico nel transito delle automobili. Dubbi su privacy e sovranità

Un milione e duecentomila gigabyte, totale 1,2 petabyte per allenare l’Intelligenza artificiale con immagini catturate in tempo reale da 1.500 telecamere e 2.700 dispositivi tra video e sensori di ultima generazione piazzati nel territorio urbano. Si chiama progetto Hafnia, è la tecnologia per Genova Smart city prodotta da una sovrapposizione di multinazionali: la società danese Milestone Systems (gruppo Canon, Giappone),avrà i dati di tutto il transito delle automobili nel capoluogo ligure, l’elaborazione calcolo dati è dell’americana NVIDIA, mentre il cloud dell’olandese Nebius. In pratica, l’infrastruttura di mezzo mondo osserva il perimetro automobilistico intorno alla Lanterna. E’ il primo caso in Europa: “Milestone è tra i primi ad aver adottato il nuovo NVIDIA Omniverse Blueprint for Smart City AI, un framework di riferimento per l’ottimizzazione delle operazioni cittadine tramite gemelli digitali e agenti di intelligenza artificiale. Milestone sta inoltre ampliando la propria piattaforma dati con NVIDIA Cosmos per generare dati video sintetici a partire da input reali. Sfruttando sia dati reali che sintetici”.

Il progetto di Genova città smart per le smart road porta ai dati video dell’IA che etichetta e cattura con attenzione dati video delle vetture in circolazione, segmentando milioni di veicoli per modello, colore, uso privato o commerciale, riprendendo pure motocicli, autobus, furgoni, gli incidenti stradali e i pedoni in transito per le strade. La politica locale rumoreggia, solleva dubbi Alice Salvatore: “Una rete di telecamere per la sicurezza costruita e pagata con denaro pubblico viene utilizzata come carburante per un modello commerciale – ha detto Salvatore al sito ligure Primocanale.ite ad oggi non risulta reperibile alcun atto pubblico che autorizzi questo utilizzo delle immagini. E poi c’è il grande problema della privacy: è garantita davvero?

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