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CABINE TELEFONICHE, CHE FINE HANNO FATTO?
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CABINE TELEFONICHE, CHE FINE HANNO FATTO?

Dismesse da Tim, riconvertite. Ma 2.800 resistono

In strada ci si faceva la fila fuori. Andavano a gettone (200 lire), poi a moneta contante e scheda prepagata. Adesso soffrono il segno del tempo, abbandonate, fuori uso, rimosse, smantellate e dismesse, alcune da riconvertire in punti Wi-Fi e cabine digitali. Ma altre resistono, ancora attive.

Sono 2.800 le cabine telefoniche pubbliche di linea fissa, ex SIPTelecom Italia oggi di proprietà TIM. Fino al 2022 erano 35.994 (16.073 su strada). Come per la cassette postali di Poste italiane, pagano la strategia commerciale della transizione digitale. Non servono più, soprattutto dal 2023 quando la lotta alla comunicazione via filo in favore del wireless le ha rimpiazzate con telefoni mobili e Smartphone, chiusa l’epoca della connessione fissa a servizio pubblico. “Devi fare una chiamata d’emergenza e la batteria del tuo cellulare è scarica? Seleziona la tua regione e scarica la lista dei telefoni pubblici attivi.”

TIM pubblica la lista, ma il piano di smantellamento stradale le vorrebbe trasformare in punti digitali. Eccezione per ospedali e strutture sanitarie equivalenti, carceri e caserme militari, è finito l’obbligo del servizio pubblico col pronunciamento dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni: il 99,2% delle postazioni dismesse risultava coperto da una rete di telefonia mobile TIM di standard 2G, 4G, 5G.

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