CALCIO CONNECTION, SEMPRE PIU’ ANTENNE NEGLI STADI
Ultras no selfie zone. Incognita riconoscimento facciale per Euro 2032
90 minuti (più recupero) irraggiati dal wireless, compresi riscaldamento, intervallo, pre e post partita. Sono sui lampioni della luce, sui maxi piloni delle coperture, ma pure a ridosso di curve e tribune, a stretto contatto col pubblico. Le antenne 4G e 5G sono ormai un tutt’uno con gli stadi di calcio, immancabili orpelli da ornamento. Su tifosi e calciatori emettono radiofrequenze, onde non ionizzanti pulsate. La distanza minima di sicurezza, un tempo adottata nei regolamenti comunali per tutelare la salute (es.) in ospedali e scuole, qui viene oltrepassata per fornire il segnale anche a 60-70.000 spettatori in simultanea, onnipresente lo Smartphone.
San Siro, Dacia Arena e Olimpico: il 5G abilita pure lo Smart Stadium, sensori e telecamere di sorveglianza per il monitoraggio di persone e auto nei parcheggi. Laboratorio sociale per eccellenza nell’emanazione di misure emergenziali, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi spinge per il riconoscimento facciale ai tornelli d’ingresso: unita all’anagrafica concessa al momento dell’acquisto di abbonamento e biglietto, perfezionerebbe Big Data in un esempio senza eguali di super Panopticon. Risulterebbe passata pure la contestata tessera del tifoso, introdotta nel 2009 da Roberto Maroni.
Giornalista d’inchiesta, scrittore d’assalto, conferenziere, opinionista radiotelevisivo. È una delle voci più rappresentative dell’informazione italiana senza censura in tema di digitale e tecnologie. Relatore anche in sedi istituzionali italiane ed estere, ha preso parte a numerose manifestazioni pubbliche per denunciare i pericoli della transizione digitale. E' ideatore e direttore di Disconnessi.
