FRABOLO: “SIAMO ALLA DISTOPIA 2.0, SERVONO SPAZI ARTISTICI PER I GIOVANI”
Rapper del dissenso: “nessuna tecnologia può sostituire il patrimonio umano”
“Vengo dal mondo della scrittura, ho trovato nella musica rap la chiave per riassumere le cose che avevo in testa.” Insolito, originale, provocatorio e ribelle, mischia testi consapevoli non conformi a musica approcciata con stile cinematico, cioè estetica artistica “tra introspezione, tensione e necessità espressiva.” Si chiama Frabolo, è toscano, si tira fuori dal coro. Nella copertina di Sgomento, discografia anno 2021, ha piazzato un’antenna tra le nuvole, eravamo in piena emergenza sanitaria (e non solo): “già affrontavo il problema della pedofilia, poi ho preso una posizione netta su vaccini e pandemia. Ma per la copertina ho scelto l’antenna digitale, il 5G, il simbolo di una distopia incombente.”
Perché sei con un ombrello aperto? “C’è il paradosso di me sopra quest’antenna, io con l’ombrello, come se mi stessi proteggendo da qualcosa dalla quale non ci possiamo proteggere.”
Adesso invece canti il bivio nell’Intelligenza artificiale.” La creatività oggi vive in una strana contraddizione, è il dibattito sull’IA, va usata o non va usata, va demonizzata oppure no? Nella musica cerco di dire questo, nell’arte il valore di un’opera non coincide soltanto con il risultato finale. Ciò che conta è il percorso che conduce all’esito, cioè il tempo che tu dedichi, gli errori che fai, i tentativi falliti, le intuizioni che si hanno, la fatica.”

Giornalista d’inchiesta, scrittore d’assalto, conferenziere, opinionista radiotelevisivo. È una delle voci più rappresentative dell’informazione italiana senza censura in tema di digitale e tecnologie. Relatore anche in sedi istituzionali italiane ed estere, ha preso parte a numerose manifestazioni pubbliche per denunciare i pericoli della transizione digitale. E' ideatore e direttore di Disconnessi.
