MILANO VIOLENTA, SOCIAL AL VAGLIO DI IA E RICONOSCIMENTO FACCIALE?
Tra immagini di scontri, saccheggi e devastazioni e la valutazione degli algoritmi
Incidenti, scontri, furti, devastazioni, rapine e saccheggi: Milano è piombata nella paura. Le violenze degli ultimi giorni contro negozi, persone e agenti di pubblica sicurezza si sono riversate sull’applicabilità del nuovo sistema legislativo sulla sorveglianza digitale. Come? Incidenti pure a Torino e Bologna, responsabili per lo più minorenni, maranza di seconda generazione figli di immigrati, ma pure giovani italiani. Un numero impressionante di video e immagini postate sui social, anche dagli stessi manifestanti, sono state vagliate degli inquirenti. Volti mascherati, altri no e facilmente riconoscibili.
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La differenza, col passato, è che oggi la legge ha delimitato l’uso di sistemi di riconoscimento biometrico facciale e l’Intelligenza artificiale può essere lo strumento per arrivare all’identificazione dei responsabili. Oppure no? Non sempre, perché per le indagini, Facebook, Instagram e TikTok non si possono trasformare in vere e proprie miniere di frame dai quali estrapolare volti da trasformare in identità, dati, nomi e cognomi. Non è consentito.

Giornalista d’inchiesta, scrittore d’assalto, conferenziere, opinionista radiotelevisivo. È una delle voci più rappresentative dell’informazione italiana senza censura in tema di digitale e tecnologie. Relatore anche in sedi istituzionali italiane ed estere, ha preso parte a numerose manifestazioni pubbliche per denunciare i pericoli della transizione digitale. E' ideatore e direttore di Disconnessi.
